"Volevo i pantaloni"
"Volevo i pantaloni". Pessimo libro con annesso pessimo film.
Ieri mi sono chiesta se quei pantaloni con cui ti ho visto per la prima volta in vita mia, li volevi addosso.
Ci sono persone che da quando sei nata sono nella tua vita. Non le hai cercate,non hai percorso strade per conoscerle e non ti sono piombate dal nulla nella vita. No. Persone che semplicemente sono li dal momento in cui nasci. Sono con te in ogni ricordo e costruiscono quel ricordo con forme, gesti, colori, sapori molto precisi. Come il ricordo della tua gonna nera. O meglio, delle tue tante gonne nere.
Gonne nere di fustagno, dritte, al ginocchio, con il tuo gambaletto velato che a volte si arrotolava e scendeva giù. D'estate e d'inverno, in primavera, in autunno, per Natale, per Pasqua, per i matrimoni, per stare a casa e per andare a fare il pane. Sempre e solo con la gonna. E la notte, quando i vestiti erano altri, una calda vestaglia ti aspettava poggiata sulla sedia. Da quando ti conosco, e cioè da quando sono nata, ti ho vista sempre e solo in gonna. Fino a ieri.
Quando per la prima volta vedo il tuo corpo, diventato sempre più piccolo, in una nuova forma. Quando adesso, che non sei più tu a scegliere i tuoi vestiti, ti ritrovi in un pantalone che certamente non hai mai conosciuto. Volevi i pantaloni nonna?
E l'immagine di te è un'altra. E la tenerezza, la dolcezza, la malinconia per un attimo mi scorrono dentro. Poi però mi rendo conto che anche questa volta hai trovato un modo per catturare la mia attenzione e spostarla dal resto che è di gran lunga peggiore.