venerdì 27 marzo 2015

All'uncino di un sogno

Come se nulla potesse cambiarci
e chi  lo sa, forse tutto è cambiato...


Traccia sonora dii questa serata, di questi giorni, di questo momento di vita.


giovedì 19 marzo 2015

Pelle...



Perché la pelle non mente mai,
la pelle parla, suda, emana energia.
Perché la pelle cambia, come la muta del serpente.

Perché oggi è il giorno di una nuova pelle.
Di post-influenza e di attese di buona musica...

Traccia sonora della giornata:



lunedì 16 marzo 2015

"Volevo i pantaloni"




"Volevo i pantaloni". Pessimo libro con annesso pessimo film.

Ieri mi sono chiesta se quei pantaloni con cui ti ho visto per la prima volta in vita mia, li volevi addosso.
Ci sono persone che da quando sei nata sono nella tua vita. Non le hai cercate,non hai percorso strade per conoscerle e non ti sono piombate dal nulla nella vita.  No. Persone che semplicemente sono li dal momento in cui nasci. Sono con te in ogni ricordo e costruiscono quel ricordo con forme, gesti, colori, sapori molto precisi. Come il ricordo della tua gonna nera. O meglio, delle tue tante gonne nere. 
Gonne nere di fustagno, dritte, al ginocchio, con il tuo gambaletto velato che a volte si arrotolava e scendeva giù. D'estate e d'inverno, in primavera, in autunno, per Natale, per Pasqua, per i matrimoni, per stare a casa e per andare a fare il pane. Sempre e solo con la gonna. E la notte, quando i vestiti  erano altri, una calda vestaglia ti aspettava poggiata sulla sedia. Da quando ti conosco, e cioè da quando sono nata, ti ho vista sempre e solo in gonna. Fino a ieri.
Quando per la prima volta vedo il tuo corpo, diventato sempre più piccolo, in una nuova forma. Quando adesso, che non sei più tu a scegliere i tuoi vestiti, ti ritrovi in un pantalone che certamente non hai mai conosciuto. Volevi i pantaloni nonna?
E l'immagine di te è un'altra. E la tenerezza, la dolcezza, la malinconia per un attimo mi scorrono dentro. Poi però mi rendo conto che anche questa volta hai trovato un modo per catturare la mia attenzione e spostarla dal resto che è di gran lunga peggiore.